La conferma è arrivata dagli stessi siti jihadisti, in cui è stato resa nota la morte di uno dei terroristi più influenti di tutto il continente africano: si tratta, in particolar modo, del tunisino Seifallah ben Hassine, noto anche con il nome di battaglia di Abu Iyadh. A scoprire uno dei video dove è stato confermato il decesso del terrorista, è stato il sito americano Site, lo stesso che da anni monitora le immagini diffuse sul web dai gruppi jihadisti. Qui nei giorni scorsi è comparso un messaggio audio dell’emiro di al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), Abdelmalek Droukdel: è stato proprio lui a confermare la morte di Seifallah ben Hassine.

Chi era Seifallah ben Hassine

Il suo nome era tra quelli più importanti all’interno della galassia jihadista africana ed è legato soprattutto al gruppo Ansar Al Sharia: si tratta di una delle organizzazioni islamiste più pericolose del nord Africa, che ha operato soprattutto in Tunisia e che ha fornito molti combattenti ai gruppi jihadisti presenti in Libia ed in Siria. Ma la storia islamista di Seifallah è iniziata già molti anni prima, quando da giovane ha frequentato il Movimento della Tendenza Islamica, ossia una delle formazioni politiche antenate di Ennadha, il partito attuale di maggioranza relativa legato alla fratellanza musulmana. Per le sue posizioni radicali, Seifallah è stato cacciato dalla polizia ed ha vissuto per diversi anni in Gran Bretagna. Ma la svolta radicale è avvenuta negli anni ’80, quando il futuro capo terrorista tunisino ha scelto di aggregarsi alla schiera di mujaheddin approdati in Afghanistan per combattere i sovietici.

Ed è qui che ha incontrato Osama Bin Laden, futuro fondatore di Al Qaeda e già tra i personaggi di spicco del panorama jihadista. La vicinanza tra i due è sempre valsa al terrorista tunisino un enorme credito nel mondo radicale. In Afghanistan Seifallah ha dato vita al Gruppo di Combattimento Tunisino, molto vicino negli anni a venire ad Al Qaeda tanto da essere additato come tra le formazioni responsabili dell’attentato contro Ahmad Massoud, avvenuto il 9 settembre 2001 e considerato come un episodio premonitore degli attacchi dell’11 settembre. Seifallah successivamente è stato scovato in patria ed arrestato, ma con la caduta di Ben Alì nel 2011 in seguito alle proteste relative alla cosiddetta “primavera araba“, a suo favore ha giocato un’amnistia generale proclamata dal governo di allora.

Dopo la sua liberazione, nel 2012 ha dato vita quindi ad Ansar Al Sharia: inizialmente tollerato dalle autorità e considerato un movimento sì radicale ma non terroristico, la situazione è cambiata nel 2013, quando lo stesso Seifallah è stato ritenuto mandante dell’omicidio di due politici di sinistra, Chokri Belaid e Mohammed Brahmi. In seguito, Ansar Al Sharia si è resa protagonista di altri atti delittuosi, nonché corresponsabile degli attentati di Sousse del 2015. Per queste azioni Seifallah era ricercato da anni, finito nei meandri del sempre più influente terrorismo africano.

La conferma della sua morte

Come detto prima, è stato Abdelmalek Droukdel del gruppo di Al Qaeda nel Magreb, a parlare in un messaggio audio della morte del terrorista tunisino. Parlando ad un gruppo di miliziani, l’emiro di Aqim ha specificato che Seifallah è morto a seguito di un raid francese avvenuto il 21 febbraio 2019 verosimilmente nel Mali. Infatti, l’operazione è stata portata avanti dagli uomini impegnati nell’ambito dell’operazione Barkhane. Nel raid, oltre al fondatore di Ansar Al Sharia, sarebbero morti altri due importanti luogotenenti del terrorismo nordafricano, nonché alcuni miliziani presenti nel luogo del bombardamento.

La conferma del decesso di Seifallah potrebbe rappresentare un colpo non indifferente al mondo jihadista tunisino. Ansar Al Sharia infatti, è stato tra i più importanti gruppi impegnati nel radicalizzare diversi giovani del paese, così come ha fornito un numero non indifferente di foreign fighters sia in Libia che in Siria. La morte del fondatore di questa pericolosa formazione politica, potrebbe quindi aver assetato un colpo importante al mondo islamista sia a livello militare che simbolico.

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