Concentrarsi nella ricerca, la cattura o l’eliminazione dei terroristi francofoni: questa priorità dell’intelligence francese impegnato nella lotta terrorismo. A rivelarlo è stato il quotidiano Le Figaro, con un’inchiesta che svela i retroscena della campagna ‘discreta’ che vede iservizi segreti francesi impegnati a neutralizzare terroristi francofoni che combattono o hanno combattuto nello Stato islamico, per evitare che possano colpire in Francia. Neutralizzare, ossia “catturare o uccidere”, quei 1.700 francesi partiti per unirsi allo Stato islamico e combattere come foreing fighters, considerati un possibile, quanto probabile, rischio per la sicurezza nazionale nel caso di un rientro in patria: dove potrebbero costituire una cellula terroristica, reclutare altri francesi radicalizzati o radicalizzarli, e poi colpire la nazione come è avvenuto in passato.

In attività dal 2015, le due divisioni interforze appositamente create per collaborare all’individuzione di questi elementi, chiamate Allat e Hermes, hanno all’attivo un organico di specialisti provenienti dai servizi segreti e dalle Forze armate, hanno dato la caccia a soggetti considerati High Value Individuals (Hiv) – sopratutto elementi che abbiano ricoperto un ruolo di leadership o abbiano ricevuto addestramenti speciali nel combattimento o nell’uso ed elaborazione di esplosivi – per procedere alla loro cattura o diretta eliminazione. Allat – che prende il nome da una dea della cultura araba – ha la sua base nel quartier generale della Dgse, la sezione d’intelligence che si occupa delle operazioni all’estero. Hermes – come il messaggero degli dei nella mitologia greca – è invece guidata dall’intelligence militare, il Drm, e ha la sua sede nei sotterranei del ministero della Difesa a Balardgone, a Parigi.

Secondo i dati divulgati da Le Figaro, sarebbero già 300 i combattenti dell’Isis partiti per il Siraq che avrebbero rimesso piede in Francia. Un altro centinaio sono stati sono stati catturati in Medio Oriente e oltre trecento sono morti negli scontri o sotto i bombardamenti lanciati della Coalizione Internazionale o dalle forze aeree russe. Di oltre mille potenziali terroristi però non si hanno tracce certe, e potrebbero essere ancora in circolazione in medio oriente: mentre l’Isis perde una dopo l’altra le proprie roccaforti disperdendo le proprie forze che possono mischiarsi ai civili o essere esfiltrate da Siria e Iraq per tornare a colpire l’occidente in nome di Allah.

La consegna per le due divisioni di 007, sia sotto presidenza di Hollande che sotto quella di Macron è sempre stato lo stesso: “Pas de quartier”- nessun quartiere ai terroristi che potrebbero colpire la Francia come è accaduto in passato: al Bataclan, a Nizza, nella redazione di Charlie Hebdo. A portare avanti questa lotta senza quartiere sono gli operatori nelle forze speciali che tramite informative provenienti da Parigi, o tramite informazioni acquisite sul campo mentre operano embedded con l’esercito regolare iracheno e con i peshmerga curde, individuano e segnalano i soggetti ‘pericolosi’, lasciando il lavoro sporco ai droni Reaper che procedono in missioni hunter-killer e li eliminano con i missili Hellfire, oppure li lasciano ai raid dei Rafale o a quelli condotti dagli alleati. In teoria gli 007 francesi non ‘uccidono nessuno’, secondo quanto riporterebbero i dossier esaminati che riguardano le operazioni condotte da queste divisioni speciali, ma secondo il giornalista del Figaro che ha portavo avanti l’inchiesta ‘alcuni soggetti classificati come Hiv sono stati uccisi dagli agenti Dgse’. 

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