Abu Bakr Al Baghdadi si nasconde in Iraq secondo il governo di Baghdad. L’aeronautica militare irachena ha lanciato su Ramadi , e le aree limitrofe, volantini che riportano il valore della taglia sul “califfo” dell’Isis che se non si nasconde nelle ultime enclave presenti sul territorio siriano, potrebbe trovarsi nel centro dell’Iraq: dove un tempo si espandeva il suo califfato.

Ieri, l’aeronautica irachena ha lanciato dei volantini sulla città di Ramadi, ex-roccaforte dei jihadisti nella provincia di Al-Anbar, per invitare la popolazione a rivelare informazioni sulla sorte dell’autoproclamato califfo dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, o esortare i civili alla sua cattura e consegna. La “taglia” imposta sulla testa del califfo, del quale non si hanno traccia da mesi, in cambio di informazioni è di 25 milioni di dollari. “Il leader di Daesh e i suoi combattenti hanno rubato la tua terra e ucciso la tua famiglia e adesso si nasconde al sicuro, lontano dalla morte e dalla distruzione che ha seminato”, riporta il volantino che è stato riversato in migliaia di copie sulle testa della popolazione che un tempo era caduta sotto la scure dell’Isis ed era soggetta alla sua repressione in nome della sharia.

“Con le tue informazioni puoi vendicarti”, promette l’intelligence irachena ideatrice di questo messaggio che potrebbe rivelarsi fondamentale per la cattura del califfo, al quale viene già data la caccia dalla forze speciali americane nella Siria orientale; dove le ultime sacche di resistenza dell’Isis sono prossime a cadere e dove potrebbe essere rimasto intrappolato dopo la caduta della linea.

Già un mese fa il Pentagono garantiva che di tutta l’area che un tempo era considerata “terra dell’Isis” solo l’1% era ancora sotto il controllo dei miliziani del jihad, e che nell’arco di pochi mesi anche quella resistenza sarebbe stata spazzata via dai combattenti curdi per essere passata al setaccio dalle forze speciali americane che voglio trovare a tutti i costi il califfo. Al Bagdadi, già al centro di una congiura interna che voleva spodestarlo da capo di quel che resta dell’Isis, e ucciderlo, si muoverebbe secondo l’intelligence irachena con un piccolo seguito di fedelissimi, compreso uno dei figli. Ma è da ritenersi ancora vivo, finché non verrà rinvenuto il corpo, non verrà catturato, o informazioni “confermate” non ne chiariranno la sorte dopo la fuga da Mosul, e la caduta dell’ultima roccaforte di Baghouz, in Siria.

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