L’intellighenzia che per anni ha difeso, protetto e per certi versi giustificato Cesare Battisti e i suoi crimini ora inizia a ricredersi. Non certo perché convinta finalmente della responsabilità penale e etica degli omicidi commessi dall’ex Pac (anche se ammessi da lui stesso nel carcere di Oristano), ma perché adesso sarebbe veramente difficile poter dare alle stampe il libro di un assassino, che finalmente sconta la sua pena in Italia.

Così dalla Francia, proprio il Paese che ha accolto Battisti, arriva la prima notizia di un cambio di rotta. Non sarà più pubblicato il noir firmato dal terrorista rosso. A renderlo noto è stata la casa editrice Seuil, che ha deciso non di annullare del tutto ma almeno di rimandare l’uscita del libro dopo che l’ex latitante ha riconosciuto la sua piena responsabilità negli omicidi compiuti negli Anni Settanta. Il romanzo nero è stato pubblicizzato dalla scrittrice Fred Vargas e da sua sorella: gli irriducibili, quelli che difendono il Battisti scrittore anche se colpevole come omicida. Una dottrina Mitterand letteraria che ha permesso la protezione culturale e intellettuale, prima ancora che politica dell’uomo.

“L’ho letto immediatamente, e mi sono preso una gran cotta”, ha dichiarato Gwenaelle Denoyers, la direttrice della collezione Cadre Noir, a radio France Inter. “È un ‘noir’ puro che si svolge in Brasile, con pagine davvero brillanti”. Ma la direttrice ha poi aggiunto: “Non si ha voglia di leggere ora un romanzo di Cesare Battisti, sarebbe un po’ indecente”. Insomma, non è una questione etica, non sia mai. È una questione puramente commerciale: adesso il libro di un assassino reo confesso non piace più. Anzi, la direttrice aggiunge anche dell’altro: “Potremmo pubblicare il romanzo forse l’anno prossimo o tra due anni”. Perché il problema non è il fatto che un assassino, ma che sia troppo recente la notizia. È solo per strategia commerciale che non piace l’idea di pubblicare un libro noti firmato da un omicida.

Una frase che fa capire una cosa molto importante: quel mondo intellettuale che ha sempre tutelato la posizione di quello che è a tutti gli effetti un assassino, non si è ravveduta del tutto. Anzi, continua a ritenere del tutto plausibile che una persona come Battisti venga inclusa nell’universo culturale europeo e internazionale. La dottrina Mitterrand, quella che ha permesso a Battisti di vivere in Francia protetto dalla politica e dall’intellighenzia, non è finita. Si sta rendendo conto dell’errore commesso negli ultimi decenni. Ma c’è ancora chi continua a pensare che, tutto sommato, Battisti non sia un vero e proprio colpevole. E a nulla sono valse le sentenze della giustizia italiana che hanno confermato le condanne nei confronti dell’ex membro dei Pac negli anni Settanta.

Del resto, scuse ufficiali non sono mai arrivate. Chi ha tutelato Battisti in questi decenni, chi lo ha giustificato, chi ha accusato l’Italia di essere una dittatura e non una repubblica democratica, non ha ancora detto nulla per chiedere scusa non tanto al nostro Paese ma prima di tutto alle famiglie delle vittime dei suoi crimini. Il pentimento vero non è arrivato. E quel drappello filo- Battisti che ha sostenuto anche il suo ultimo noir di fronte a tutti non ha mai rinnegato.

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