La primavera a Runirgood, cittadina a 180 km a nord est di Mogadiscio, è durata 24 ore. Il destino di questa piccola città del Middle Shebelle è stato incredibilmente beffardo. A distanza di un giorno dalla sua liberazione, Runirgood è stata assaltata e riconquistata dai miliziani di Al Shabaab che, respinti nelle aree rurali dopo la cacciata da Mogadiscio, stanno via via accerchiando la capitale in cerca di vendetta.A dare l’allarme è stato il capitano Nur Ali che ha parlato di “scontri durissimi”, denunciando l’attacco terroristico avvenuto alle prime luci dell’alba di ieri. Il maggiore Abdullah Omar, ufficiale dell’Esercito nazionale somalo, ha descritto la dinamica dei fatti a Reuters. “Nella mattinata di ieri i jihadisti si sono serviti di un’autobomba per penetrare nella base ed ingaggiare un conflitto a fuoco che ha lasciato a terra 15 dei nostri uomini e 12 dei loro”, ha raccontato Omar all’agenzia in una telefonata.Il modus operandi è quello scelto da Al Shabaab in seguito al ridimensionamento organizzativo e logistico degli ultimi anni. Lo stesso con cui i terroristi hanno firmato decine e decine di attentati. Anche quello dello scorso 26 febbraio a Mogadiscio, all’Hotel Somali Youth League (Syl), noto per esser frequentato da funzionari governativi, era iniziato con un’esplosione sucida e proseguito con un violento conflitto a fuoco.All’origine del successo della controffensiva di ieri sembra esserci un problema già noto: la mancanza di collaborazione tra le forze in campo. Secondo le accuse dell’Esercito somalo, infatti, le truppe dell’Unione Africana (AMISOM), che non hanno partecipato all’offensiva per conquistare Runirgood, non avrebbero tempestivamente inviato i rinforzi necessari sul posto.Sul numero delle vittime lasciate a terra, come altre volte in passato, non c’è unanimità. Abdiasis Abu Musab, il portavoce delle operazioni militari del gruppo takfiro, ha ringraziato Allah per la vittoria compiacendosi di aver ucciso ben più di 15 “nemici”.Nel bollettino fieramente rivendicato dagli islamisti risultano 32 soldati somali uccisi, con cui Al Shabaab ha un conto in sospeso dall’agosto 2011 – data in cui Mogadiscio viene “liberata” dalle forze governative coadiuvate dai peacekeepers di AMISOM –, e 3 veicoli militari passati al patrimonio qaedista.La riconquista di Runirgood segue di qualche giorno i violenti scontri di Baidoa, sempre a nord est della capitale, sempre ai danni di una base militare. Qui hanno perso la vita 5 soldati ma, per fortuna, l’epilogo è stato differente.La città ed i suoi abitanti non sono capitolati sotto il controllo dei terroristi. A Baidoa è ancora primavera.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.