Terrorismo /

L’iperbolica retorica della Corea del Nord è destinata alla propaganda interna e non di certo agli americani, tuttavia la possibile vendita della tecnologia nucleare e chimica a qualche organizzazione fondamentalista non statale aggiunge un’altra dimensione alla questione nordcoreana. La Corea del Nord ha l’impellente necessità di mantenere il suo apparato militare ed un disperato bisogno di fondi che potrebbero provenire proprio dai terroristi o dagli avversari degli Stati Uniti.

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La proliferazione nucleare della Corea del Nord va quindi intesa come una strategia per continuare a sostenere la sua debole economia e garantire al caro leader ogni tipo di lusso e desiderio, indipendentemente dalle sanzioni economiche e internazionali che gli Stati Uniti e la Nazioni Unite potranno applicare. Fino ad oggi la proliferazione delle armi di distruzione di massa della Corea del Nord dovrebbe essere limitata agli stati sovrani. Il trasferimento ufficiale e non ufficiale della tecnologia nucleare è sempre stato un metodo di orientamento globale per la Corea del Nord. La proliferazione nucleare per attori non statali potrebbe essere un’opzione valida per un paese che si sente minacciato, economicamente angosciato e politicamente instabile. Mentre vengono imposte sanzioni più severe, la Corea del Nord si ritroverà sotto pressione per assicurarsi i fondi attraverso canali alternativi. La Corea del Nord ha un Pil equivalente al 60 per cento di quello dell’Islanda con una popolazione cinquanta volte superiore. Quando i flussi di cassa e le risorse dello Stato si esauriranno, la vendita della tecnologia nucleare e chimica al più alto offerente potrebbe diventare un’opzione per il regime di Kim. La Corea del Nord è ufficialmente una dittatura comunista, ma il divario ideologico con i gruppi jihadisti non sarebbe un problema.

Le riserve chimiche della Corea del Nord

Un terzo dei missili della Corea del Nord è ritenuto armato con testate chimiche. La riserva della Corea del Nord, secondo la Nuclear Threat Initiative, oscilla tra le 2500 e le 5000 tonnellate di agenti chimici. Pyongyang sarebbe in grado di produrre agenti nervini come il Sarin ed il VX. Questi ultimi sono ritenuti al centro della produzione di armi chimiche del Paese. Tatticamente parlando, un MLRS è più pratico ed economico rispetto ad un missile. L’aspetto nucleare della testata del missile, potrebbe essere tranquillamente sostituto da granate d’artiglieria combinate con armi chimiche. Se Pyongyang utilizzasse proprio tali asset e li esponesse al rilevamento ed al fuoco di contro-batteria, sarebbero certamente utilizzati nel targeting indiscriminato della capitale e dei suoi sobborghi.

Per dare un’idea. Secondo l’Organizzazione per il Divieto delle Armi Chimiche, la valutazione di un chilogrammo di VX è di 40 milioni di dollari.

Il Sarin o GB è classificato come arma di distruzione di massa. È un agente nervino incolore e inodore, sviluppato come pesticida sintetizzato in Germanio nel 1938. L’esposizione alla tossina artificiale può avvenire tramite inalazione, attraverso contatto cutaneo o a seguito dell’ingestione di acqua e cibo contaminato. La portata dell’intossicazione provocata dal Sarin dipende dalla quantità di agente nervino rilasciato e dal tempo di esposizione. In un presenza di esposizione nella forma volatile del Sarin, i sintomi compariranno entro pochi secondi. Da pochi minuti a qualche ora se il contatto avviene con la forma liquida contaminata. La maschera antigas garantisce protezione, ma non in presenza di sufficienti dosi di Sarin. Poiché inodore nella sua forma pura, il Sarin è difficile da rilevare dai servizi di sicurezza. Tutti gli agenti nervini agiscono come switch off per il sistema nervoso. Il Sarin è il più volatile degli agenti nervini: ciò significa che può facilmente e rapidamente evaporare da liquido in vapore e diffondersi nell’ambiente. Le persone possono essere esposte al vapore, anche se non entrano in contatto con la forma liquida di sarin. Poiché evapora così in fretta, il Sarin costituisce una minaccia immediata.

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Non bisogna concepire l’attacco chimico come la sola bomba sporca. Quando la sostanza radioattiva o tossica è combinata con l’esplosivo si parla di bomba sporca. In questo caso è la detonazione che disperde il materiale: parliamo di una resa esplosiva contenuta, ma con una ricaduta degli agenti coinvolti che possono raggiungere doversi chilometri di altezza. La ricaduta del materiale, grazie anche ai venti, si estenderebbe oltre gli effetti dell’esplosione, soprattutto se si verificassero delle detonazioni superficiali ad alto rendimento. Il Sarin, tuttavia, potrebbe essere rilasciato nelle condutture idriche ed inquinare le forniture pubbliche.

Il VX è il gas nervino utilizzato lo scorso febbraio per uccidere Kim Jong-nam, fratellastro del leader della Corea del Nord. I sintomi del VX in forma gassosa compaiono dopo pochi secondi. Da pochi minuti a 18 ore per l’ingestione in forma liquida. La dose letale percutanea per un uomo di 70 chili è di dieci grammi. Il VX è l’agente nervino più persistente nell’ambiente. L’esposizione (inalazione, ingestione, contatto con la pelle ed occhi) all’agente VX e la dose assunta determinano diversi sintomi come vertigini, nausea, convulsioni, problemi respiratori e provocare la morte. Il trattamento terapeutico da esposizione al VX esiste, ma è efficace soltanto se immediato.

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