Con 700 foreign fighter che combattono nelle file dell’Isis, è la Francia a vantare il triste primato, del più ampio contingente europeo presente nel Califfato islamico in Iraq e Siria. E ora, è il problema del ritorno in patria di questi combattenti, a preoccupare non poco Parigi e le autorità francesi che, secondo quanto riporta Le Figaro, da mesi si incontrano periodicamente per affrontare la questione dei jihadisti di ritorno. Addestrati all’utilizzo delle armi e degli esplosivi, motivati, abituati ad uccidere, infatti, sono loro la principale minaccia alla sicurezza francese.Complici le sconfitte dei miliziani delle bandiere nere in Iraq e in Siria, sarebbero sempre di più, infatti, i jihadisti francesi che stanno decidendo di lasciare i teatri di conflitto mediorientali per tornare in Francia, dove sarebbero pronti a trasferire il Jihad e a compiere nuovi attentati. I foreign fighter francesi, in Siria, scrive Le Figaro, hanno imparato a combattere, a fabbricare ordigni artigianali o cinture esplosive, a giustiziare i prigionieri o a colpire a sangue freddo uomini e donne, come al Bataclan. Loïc Garnier, il direttore dell’Unità di coordinamento della lotta al terrorismo (Uclat), ha detto al quotidiano che i jihadisti che cercano di tornare in Francia, “sono pronti a tutto”. Dagli attacchi all’arma bianca, all’utilizzo di tir come a Nizza. “L’importante per loro è uccidere i miscredenti”, afferma Garnier.I 700 francesi che si trovano nei territori sotto controllo dello Stato Islamico sono accompagnati dalle loro famiglie e svolgono diversi compiti. Di questi, circa 250 sono classificati come combattenti e sarebbero attivi nelle prime linee dei combattimenti.Della delicata questione domani si occuperà di nuovo, in una riunione, il primo ministro Bernard Cazeneuve. L’incontro sarà dedicato, secondo quanto riferisce il quotidiano francese, soprattutto al problema dei circa 460 minori, tra bambini e ragazzi francesi, che attualmente vivono nei territori controllati dall’Isis e che, in numero sempre maggiore, stanno facendo ritorno in Francia, spesso accompagnati dalle loro madri, per sfuggire alla guerra. Da settembre, sarebbero tornati nel Paese almeno cinque famiglie, con 19 minori, dieci ragazzi e nove ragazze, di età compresa tra i 3 e i 16 anni. Di solito, spiega una fonte citata dal quotidiano, sono accompagnati dalle madri, perché il padre è stato ucciso o è rimasto a combattere in Iraq o in Siria.Sono proprio questi ragazzini a suscitare preoccupazione nelle autorità francesi, che in un Paese già lacerato dal terrorismo islamico ora, si preparano ad affrontare una nuova, difficile sfida.

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