A Pechino con uno sguardo sulla crisi libica e sui pericoli derivanti da essa: non solo via della seta ed incontri con i massimi vertici cinesi, nella sua trasferta in oriente Giuseppe Conte incontra il presidente egiziano Al Sisi ed in conferenza stampa parla di Libia ma soprattutto di rischio terrorismo.

“Possibile arrivo di terroristi dalla Libia”

Nell’incontro con i giornalisti, il presidente del consiglio parla ufficialmente di terrorismo e della sua connessione alla destabilizzazione della Libia. Una precisazione, quella di Conte, che sembra voler mettere in chiaro la posizione dell’esecutivo: “Confermo che c’è il rischio di trasmigrazione di terroristi dal paese nordafricano – dichiara il capo del governo italiano – Dalla Siria si stanno spostando i terroristi e tutto il Nord Africa è a forte rischio”. In poche parole, Conte parla delle prossime insidie jihadiste derivanti dalla caduta dello Stato Islamico in Siria e lo spostamento dei terroristi verso l’Europa.

Dalla Siria al Libano, oppure verso la Turchia od ancora verso sud, in Giordania: i jihadisti sopravvissuti alle avanzate dell’esercito siriano e dell’Sdf si starebbero spostando in queste settimane verso il nord Africa tramite i paesi sopra elencati. Da qui poi, il passo verso l’Europa potrebbe arrivare tramite la Libia. Ecco perché Conte considera l’Italia a rischio: nelle sue parole non trapela allarmismo, ma massima attenzione che la presidenza del consiglio sta riservando ai pericoli derivanti dalla crisi libica.

L’incontro con Al Sisi

Una posizione, quella di Conte, non nuova in realtà anche se la precisazione a Pechino alla stampa ha un sapore più meramente politico. Infatti, i rischi sul fronte terrorismo derivanti dalla Libia sono ben noti già da prima dell’inizio della battaglia per Tripoli. Per di più, in tanti ritengono la rotta libica dell’immigrazione la meno indicata per portare jihadisti in Europa. Se Conte precisa dalla Cina questa circostanza, è in primo luogo per dimostrare unità d’intenti con il presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi. I due si incontrano proprio a Pechino e, dopo il colloquio, il presidente del consiglio tiene a sottolineare come proprio il terrorismo è una comune fonte di preoccupazione con l’Egitto: “Al Sisi condivide il nostro allarme – afferma Conte – Lui ha paura che di vedere entrare gruppi di jihadisti dentro il suo paese. Abbiamo medesime preoccupazioni”. Da qui dunque, la conferma che “Italia ed Egitto hanno gli stessi obiettivi da raggiungere: la stabilizzazione della Libia”, conclude Conte.

Al Sisi è uno degli sponsor principali del generale Haftar, il quale dallo scorso 4 aprile prova a prendere Tripoli con il suo esercito. Per Conte appare importante dimostrare la vicinanza tra Italia ed Egitto sul fronte libico: da Roma c’è tutto l’interesse a far vedere che si hanno intensi ed ottimi rapporti con tutte le parti in causa e come, nonostante si sostenga ufficialmente il governo di Al Sarraj, il dialogo è con gli attori interni ed internazionali più importanti impegnati sul fronte libico.

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