La dichiarazione di guerra agli Stati Uniti arriva ben prima dell’undici settembre 2001. Tra le montagne dell’Hindu Kush, nell’Afghanistan controllato dai talebani, Osama bin Laden rilascia la sua prima intervista televisiva. “Quali sono i tuoi piani per il futuro?”, chiede il reporter della Cnn Peter Arnett. “I miei piani li scoprirete attraverso i media, se Dio vuole”. 

Sedici anni dopo l’attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono, ci sono delle buone notizie per gli Stati Uniti riguardo al livello di minaccia terroristica. Innanzitutto, Al Qaeda, gruppo terroristico basato in Afghanistan e Pakistan, non ha mai più realizzato un grosso attacco dopo quello di Londra del 7 luglio 2005, in cui degli attentatori suicidi colpirono i trasporti pubblici della capitale britannica, causando la morte di 56 persone.

L’altra buona notizia è che l’altro gruppo terroristico più temuto, l’Isis, è ad oggi molto più debole rispetto a qualche anno fa, in quanto ha perso la sua “capitale” irachena, Mosul, e gran parte della città di Raqqa, punto d riferimento del gruppo in Siria. In totale lo Stato Islamico ha perso più di 3/4 del suo territorio iracheno e più della metà di quello una volta detenuto in Siria. Ma anche migliaia di suoi combattenti. Si stima infatti che la coalizione statunitense abbia ucciso dai 60mila ai 70mila jihadisti. L’altra buona notizia, dunque, è che la minaccia dei foreign fighter che tornano da Siria e Iraq è molto meno pericolosa negli Stati Uniti.  Solo sette miliziani americani sono tornati sul suolo statunitense dopo aver combattuto in Siria e Iraq, e nessuno di loro ha fatto, o ha tentato di fare, un attentato terroristico. La cattiva notizia è che non vale assolutamente la stessa cosa per i Paesi europei.

Nemmeno negli Stati Uniti, però, sono mancati gli attentati di matrice islamica. Come rivela uno studio di New America,  dal 2014, con un totale di sei attacchi e 74 vittime, gli americani hanno dovuto fare i conti con attentati realizzati da cittadini americani – sempre rimasti sul territorio statunitense negli anni – che, sebbene fossero stati ispirati dalla propaganda online dell’Isis, non hanno mai avuto un contatto diretto con Daesh.

Per riassumere la situazione, dunque, si può affermare che nessuno degli attacchi terroristici condotti dall’11 settembre 2001 a oggi, in territorio americano, deriva da un legame diretto con l’Isis, mentre in Europa ci sono stati ben cinque attacchi pilotati dallo Stato islamico, che hanno ucciso un totale di 188 persone.

Gli Stati Uniti si sono però confrontati in questi anni con altri problemi. In particolare con gruppi di estrema destra, che hanno causato la morte di 68 persone e, dall’altra parte, i nazionalisti di colore, che hanno provocato otto vittime.

Anche se l’Isis si è molto ridimensionato negli ultimi  mesi, la “filiale” di Al Qaeda in Siria – di cui si parla molto meno – ha mostrato invece una grande resilienza. Le nuove minacce per gli Stati uniti potrebbero dunque derivare proprio dalla nuova generazione del gruppo terroristico. Hamza bin Laden, che ha quasi trent’anni, è infatti apparso più volte in alcuni video di propaganda negli ultimi anni. Insomma, per ora i figli di Al Qaeda e dell’Isis non sembrano per niente pronti ad abbandonare le armi.  

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