Ormai Sirte non esiste più. Gli abitanti hanno abbandonato la città per scappare dalle bandiere nere del Califfato. Sirte è unacittà fantasma, dove regnano solo le macerie e l’odore della morte. Qui morì Mu’ammar Gheddafi. Ricordate le sue ultime parole a Il Giornale? “Se al posto di un governo stabile, che garantisce sicurezza, prendono il controllo queste bande legate a Bin Laden gli africani si muoveranno in massa verso l’Europa. E il Mediterraneo diventerà un mare di caos”. Una profezia che è diventata realtà.Verso Sirte stanno avanzando le milizie di Misurata e quelle delle Guardie petrolifere. Hanno già vinto contro i terroristi di Al Baghdadi a Abu Ghrein e, oggi, nel villaggio di al Nawafiliya, la seconda roccaforte dei terroristi in Libia. Seconda solamente a Sirte.I jihadisti sono intrappolati. Si sono barricati e non hanno che due vie: o immolarsi in nome di Allah oppure di scappare. I terroristi infatti potrebbero usare i gommoni per scappare attraverso il Mediterraneo. La meta non è ancora chiara, ma bisogna sempre tenere a mente che l’Italia ha un confine, seppur marittimo, in comune con lo Stato islamico. La possibilità che i jihadisti possano trovarsi su imbarcazioni è sostenuta dal maggiore Mohammed al Ghasri, che sta guidando le operazioni militari contro Isis a Sirte.Il dramma dei civiliProprio oggi abbiamo raccontato dei combattimenti di Falluja. La situazione per i civili a Sirte non è poi così diversa. Secondo quanto riportano fonti locali, gli uomini di Al Baghdadi avrebbero fatto appostare dei cecchini sui tetti della città per sparare contro coloro che cercano di scappare. Sempre come a Falluja, Isis starebbe usando i civili come scudi umani per difendersi dalle incursioni aeree.

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