La foto è stata scattata dal giornalista di Efe Fernando Bizerra Jr. e mostra Cesare Battisti all’interno di casa sua a Cananeia, a circa tre ore e mezzo di macchina da San Paolo. Il terrorista sorride mentre, dietro di lui, campeggia il suo credo politico: un vecchio manifesto dell’Unione sovietica, un poster raffigurante un giovane palestinese che scaglia un sasso contro un carro armato israeliano e, infine, quella che sembra essere la bandiera utilizzata dai ribelli siriani che combattono contro Bashar al Assad.

In una parete c’è tutto il sancta sanctorum del terrorista dei Pac. Che poi, come raccontato su queste pagine, Battisti si è avvicinato all’ideologia comunista solamente in carcere, tanto che il pm Antonio Spataro l’ha definito “un assassino puro“. Ma tant’è. Ciò che colpisce è che il latitante sia rimasto ancorato al suo credo. Non si è spostato di una virgola e tutto sembra esser rimasto agli Anni Settanta. Anni tragici, anni fatti di pallottole e sangue. Che si trascinano ancora oggi come testimonia la vicenda di Battisti. 

Proprio in quegli anni la sinistra si avvicina alla causa palestinese, sposandone le tesi più intransigenti che mettono addirittura in discussione lo Stato di Israele. Giustificano la loro lotta armata (che tra l’altro condividono) e pure la loro spinta ideologica. Ma non solo. In quegli anni Stati Uniti e Russia polarizzano le loro posizioni in Medio Oriente. I primi stanno con Israele, mentre i secondi con i palestinesi. E così sarà fino ai giorni nostri. 

E poi un astronauta accompagnato dalla scritta Cccp mentre volta le spalle al globo e brandisce falce e martello. Un’ideologia mortale, quella comunista, che ha portato oltre 100 milioni di morti. Un’ecatombe colossale di cui ancora oggi si parla troppo poco. 

Infine quella che sembra essere la bandiera dei ribelli siriani. Un’etichetta, quella di ribelli siriani, che ormai contiene un po’ tutto: da chi chiede (o chiedeva) più democrazia fino ai jihadisti dell’esercito dell’islam.

La parete di Battisti ci fornisce dettagli sul suo credo politico, che sposa l’anti imperialismo ad ogni costo e un’ideologia mortifera. Che ora non esiste più. Ma di cui ancora oggi ancora molti Paesi pagano le conseguenze.

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