Il 30 e 31 maggio del mese scorso ad Astana, in Kazakhstan, si è tenuta la Conferenza Internazionale intitolata: “Religioni contro il terrorismo” giunta al suo quinto appuntamento.L’evento si potrebbe anche definire un’edizione straordinaria dei Forum mondiali per i rappresentanti delle Religioni Tradizionali e per il Dialogo Interreligioso che si tengono in Kazakhstan sin dal 2003.Di fatto, questi eventi organizzati allo scopo di disinnescare lo scontro di civiltà scaturito dagli attacchi terroristici dell’11 settembre che distrussero le Torri Gemelle del World Trade Center di New York, costituiscono una delle piattaforme essenziali per il dialogo interreligioso e interculturale del XXI secolo. Significativo, peraltro il fatto che il paese ospitante sia un paese a maggioranza musulmana ma caratterizzato dalla presenza e dalla pacifica convivenza di più di cento gruppi etnici e religiosi.L’iniziativa di ques’anno, nasce dallo stato di emergenza conseguente all’escalation dei recenti attentati terroristici perpetrati ad opera dell’ISIS che continuano a colpire la comunità internazionale, ormai in preda alla costante minaccia alla propria sicurezza.Il tentativo posto in essere dalle organizzazioni terroristiche è quello di minare e di scardinare le norme internazionali, i principi e i meccanismi di cooperazione fra gli stati, il loro impegno globale nei confronti del riconoscimento dei diritti umani e della libertà.Ad Astana, capitale del Kazakhstan, i relatori convenuti a questo annuale consesso internazionale, hanno evidenziato come questo “male” globale si possa combattere solo attraverso degli sforzi congiunti da parte della comunità internazionale.L’evento, tenutosi all’interno del Palazzo della Pace e della Concordia, ha riunito rappresentanti religiosi e parlamentari provenienti da tutto il mondo.I lavori – coordinati dal Presidente del Senato Kazako, K. Tokayev – hanno registrato la presenza di rappresentanti religiosi e politici provenienti da oltre 40 Paesi.Nella delegazione italiana hanno partecipato ai lavori l’On. Edmondo Cirielli, Deputato del Parlamento Italiano e il Segretario Generale dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE, Roberto Mondella.Una ferma e risoluta condanna nei confronti del terrorismo e dell’estremismo violento in tutte le loro forme e manifestazioni, è stato l’esito della discussione. Il documento finale del convegno, sintetizzato in 28 punti, ha individuato nel terrorismo internazionale una delle minacce più pericolose e gravi per il comune senso religioso, per la sicurezza internazionale e per la crescita dell’umanità.Al di là del protocollo, a margine all’evento è stato possibile registrare che nei momenti di convivialità si è instaurato un clima di concordia e di intesa fra i rappresentanti di tutte le confessioni religiose presenti, ancorché molto distanti fra loro. Lama buddhisti, rappresentanti del taoismo o dell’induismo hanno conversato affabilmente con leader del mondo islamico.L’On. Cirielli ha tenuto un discorso in cui ha esteso una condanna a 360 gradi nei confronti del terrorismo di qualsivoglia forma o matrice: dall’antisemitismo, ai bombardamenti atomici su Nagasaki ed Hiroshima, fino ai talebani, all’11 settembre ed agli attuali attentati dell’ISIS, quindi alle persecuzioni nei confronti dei cristiani.Unanimemente i leader religiosi ivi presenti hanno condannato il ricorso alla violenza da parte del proprio credo, così come di qualsiasi altra religione.Il Presidente del Consiglio Federale Nazionale degli Emirati Arabi, Uniti Amal al-Kubaisi, ha definito il terrorismo “un sintomo causato dalla povertà, dalla disuguaglianza sociale e dalla mancanza di educazione delle persone”.Quindi, riepilogando alcuni punti salienti espressi durante la conferenza, si è ribadita l’importanza ed il ruolo del dialogo interreligioso, la cooperazione internazionale, la diplomazia politica e interparlamentare nel garantire i fondamenti spirituali e giuridici della pace e della sicurezza globale.È stata espressa indignazione nei confronti degli efferati atti di terrore perpetrati in varie parti del mondo che hanno provocato la morte di molte persone innocenti, violando i diritti umani. Quindi per la sofferenza causata alle comunità religiose, per le masse di civili costretti a fuggire dalle loro case. Per i danni arrecati agli antichi siti religiosi e santuari.Si è evidenziata l’importanza di adottare una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che vieti la diffamazione delle religioni e dei loro simboli, ponendo l’accento sui principi di tolleranza, coesistenza pacifica e dialogo interreligioso.Si è dichiarato che gli Stati debbano adottare misure atte a proteggere i propri cittadini dagli atti terroristici, promuovendo altresì la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel contesto di questa lotta.Preoccupazione è stata espressa per la gioventù, sempre più vulnerabile all’ideologia estremista, da cui un appello agli Stati affinché ne impediscano la radicalizzazione.È stata rimarcata l’importanza di un’educazione religiosa corretta al fine di arginare in modo efficace la diffusione delle ideologie estremiste.Infine un appello è stato rivolto affinché la comunità internazionale si possa ispirare a queste iniziative promosse dal Kazakhstan che con la chiusura – 25 anni fa – del sito di test nucleari di Semipalatinsk, ha dato al mondo un esempio della costruzione di un futuro sicuro per l’intero pianeta. Un gesto questo, che dimostra come i Forum dei leader delle religioni mondiali e tradizionali in Kazakhstan, siano diventati una piattaforma efficace per il necessario Dialogo Interreligioso globale.Ermanno VisintainerSenior fellow think tank “Il Nodo di Gordio

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